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AUTOINTERVISTA 8
2001
D.***
R. Sono immagini dellatto di produzione del suono: da tempo conservo istantanee fotografiche che ritraggono persone mentre stanno suonando.
D.***
R. Queste sono ancor più misteriose delle foto di Anton Giulio Bragaglia e di Eusapia Paladino, la medium che si diceva producesse ectoplasmi visibili.
D.***
R.
Nelle foto cè tutto ciò che si può vedere nel momento in cui si ascolta la musica, ma manca proprio il suono che linterprete disegna, esprime, ascolta o contempla, come si intuisce dalle espressioni del suo viso e dai suoi gesti.
D.***
R. Ecco cosa faceva dire a Alberto Savinio che la musica è una estranea cosa, la non conoscibile: non si vede, non la si può fotografare, e niente è più distante dalla suggestione del suono di quelle immagini, nelle mute fotografie.
D.***
R. Daltronde la grande quantità di studi sulla percezione in tempi recenti ha evidenziato come il campo di percezione visiva e quello della percezione uditiva siano relativi a misurazioni, criteri e formulazioni diverse.
D.***
R. Gli artisti delle avanguardie storiche degli inizi del Novecento avevano auspicato una sinestesia delle arti che sottendeva analogie in progress tra le varie espressioni, ma questa utopia, lo vediamo soprattutto oggi con la realtà virtuale, porta soltanto a sterili analogie, e possiamo dire che si è rivelata un cul de sac.
D.***
R. Amo invece lidea di una dimensione spirituale, un luogo della mente nel quale formulazioni astratte e spazi di meditazione riguardano un mondo interno, una zona nascosta, importante per una nuova creatività.
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R Proprio dagli inizi del Novecento le sperimentazioni, con i vari ismi delle avanguardie, puntavano più o meno direttamente su un'interattività nella comunicazione artistica: con la frammentazione, la cifra di tutto il Novecento.
D.***
R.
Nella natura il rapporto di causa-effetto tra luce e suono, la relazione tra due eventi che riguardano sensi diversi, insegna che cè una predisposizione, una possibile aspettativa che collega diacronicamente due cose diverse, immersi come siamo nella simultaneità della vita, oggi anche virtuale con i media televisivi.
D.***
R. Sì, comportamenti automatici come quelli alla guida di una automobile. Propriamente non vedere, non sentire , ma avvertire con orecchio e occhio fluttuante.
D.***
R. Questa MUSICA PER OCCHI è la visualizzazione di qualche cosa che accade prima di unaltra, in una zona della mente dove la logica, il senso, la percezione delle cose risuona misteriosamente con evocazioni interne che giungono successive, considerando intuizioni analogiche come attraversamenti, come ponti invisibili.
D.***
R. Sì, una c osa molto diversa dallanalogia tra patterns sonori e notazioni diagrammatiche, cosa sulla quale ho lavorato molto a lungo negli anni settanta.
D.***
R. La percezione automatica scaturita dalla coazione a ripetere indica quale può essere il processo di appercezione di queste immagini se si mette in atto un meccanismo di reiterata osservazione, attraverso percorsi a n dimensioni.
D.***
R. Levoluzione creativa degli Astrattisti, Suprematisti, Sincromisti, Raggisti etc. fu nella maggior parte dei casi un processo di concretizzazione crescente degli istogrammi che costituivano la crescente formalizzazione di un linguaggio, mettendo in atto giochi combinatori e strutture mobili. La mia è una direzione opposta, verso la forma immediata, ma che parte dallo stesso luogo della mente.
D.***
R. Non fantasmi di eventi sonori già avvenuti, già uditi, ma apparizioni di presagi silenziosi.
D.***
R.Possono essere chiamati in qualsiasi modo, forse musica mentale, forse in altro modo riferito alla pittura: non è certo un problema di nominazione
D.***
R. Sì, certo: immagini interne
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